“Checcacci è onorato di annunciare che è diventato Nuovo Concessionario per la Toscana della Steinway & Sons, 

leader nella produzione di pianoforti di alta qualità.”

La storia di un pezzo unico

Quando il Conte Guido Chigi Saracini, immediatamente dopo la fine della prima Guerra mondiale, stabilì la sua residenza nel suo restaurato palazzo di via di Città, acquistò un pianoforte Steinway gran coda fabbricato in Germania, ad Amburgo. Questo strumento, dapprima utilizzato per uso personale dal proprietario, fu in seguito portato nella grande sala del palazzo e messo a disposizione dei concertisti che dal 1923 cominciarono a frequentare Siena per partecipare alla stagione di concerti “Micat In Vertice” che prese il via il 22 dicembre di quell’anno e che tuttora continua.
Nel 1932 il Conte Guido fondò i corsi di perfezionamento dell’Accademia Musicale Chigiana, anch’essi tuttora esistenti, e il pianoforte fu usato, quando necessario, in tutti i saggi finali degli allievi che si svolgevano nello stesso salone del palazzo.
Per oltre sessant’anni, prima di venire sostituito da un nuovo Steinway, questo glorioso strumento, dalle doti sonore ragguardevoli, fu suonato dai più grandi pianisti del mondo e da celebri personalità nel campo musicale. Solo per citare i più famosi: 
Alfred Cortot (1924, 1926, 1935, 1938, 1948, 1949) e in numerose serate private per il Conte Chigi; José Jturbi (1925, 1951, 1954); Ottorino Respighi (1925); Artur Rubinstein (1925, 1926,1928, 1933, 1955, 1956, 1960); Carlo Zecchi (1926, 1928, 1955, 1961); Sergej Prokofev (1926); Vladimir Horowitz (1926, 1930); Egon Petri , allievo di Busoni (1930); Wilhelm Kempff (l952, 1955, 1957, 1962, 1975,1978); Nikita Magaloff (1955, 1958,1959,1960,1962,1963,1968, 1975); Dino Ciani (1963, 1973); Daniel Barenboim (1957) ; Maurizio Pollini (1961, 1967, 1971); Vladimir Ashkenazy (1972); Sviatoslav Richter (1968,1974, 1976); Emil Gilels (1969, 1976); Marta Argerich (1971). 
Si ricordano inoltre alcuni dei Docenti dell’Accademia Chigiana che usarono quello strumento: Alfredo Casella, Guido Agosti, Georges Enescu, Sergio Lorenzi, Giorgio Favaretto ed altri, fimo a Bruno Canino, Joaquin Achucarro, Pier Narciso Masi e Paul Badura Skoda.